TEST 208 – [Nodo 6 – Fenomeni Informazionali Anticipatori] Anticipazione informazionale nei transiti esoplanetari: pre-dimming e variazioni di fase guidate da ∂⁵z e ∂⁶z
Obiettivo
Valutare se i transiti esoplanetari presentano segnali deboli e ripetibili prima dell’ingresso geometrico, sotto forma di un leggero pre-dimming del flusso e di uno spostamento di fase nelle curve ottiche/termiche; ambito rivolto a sistemi a corto periodo con ampia copertura temporale e alto rapporto segnale/rumore, con risultati destinati a consolidare il Nodo 6 (“Fenomeni Informazionali Anticipatori”) all’interno del programma di validazione globale CMDE; per questa esecuzione non sono stati necessari archivi esterni (replica con mock di rumore e sistematiche strumentali realistiche) Riferimento dataset: Nessuno. Test puramente teorico, non sono richiesti dataset esterni.
Definizione della metrica (CMDE 4.1)
La definizione metrica segue la formulazione definitiva unificata CMDE 4.1 (versione agosto 2025). Unità: t in Gyr; variabili ausiliarie: s = ln t, y = ln(1+z). La metrica è continua e derivabile fino all’8° ordine, numericamente stabile, con derivate alte ben comportate; sono ammessi salti finiti e localizzati ai nodi interni.
Ambiente computazionale
Linguaggio: Python 3.11; librerie principali e versioni: numpy ≥1.26, scipy ≥1.11 (integrate.quad a quadratura adattiva; Romberg v1.5 per la cross-validation); precisione: IEEE-754 double (≥15 cifre significative); sistema operativo: Linux x86_64; hardware: CPU multi-core, 32 GB RAM; processi casuali: RNG NumPy PCG64 con seed 42; policy numerica: protezioni under/overflow con trasformazioni log-safe, logging di valori piccoli, assert ai nodi.
Metodi replicabili (Pipeline)
Griglia con N = 100.000 punti per la valutazione metrica; campionamento misto (uniforme in t con raffinamento logaritmico presso i nodi), derivate fino al 6° ordine; costruzione di un predittore informazionale che lega il segno del drift di fase alla quinta derivata temporale e definisce la finestra anticipatoria mediante la sesta derivata; calibrazione di una singola scala di durata all’epoca presente (target 6 minuti) per evitare tarature dipendenti dal sistema; generazione di curve di luce sintetiche con rumore bianco + 1/f, sistematiche di pointing/jitter e drift lenti coerenti con statistiche TESS/CHEOPS/Kepler/JWST; normalizzazione per transito su un asse temporale centrato al contatto geometrico; stacking pesato per S/N e jitter residuo su decine-centinaia di eventi; stima del pre-dimming nella finestra definita metricamente tramite regressione a gradino morbido con prior deboli per prevenire bias ai bordi; stima del drift di fase con armoniche fino al secondo ordine su curve ottiche/termiche; tracciamento di residui e residui normalizzati, calcolo di χ²/ν ove pertinente; convenzioni: flusso in ppm, angoli in gradi, tempo in minuti; gestione errori ai nodi con bracketing simmetrico e test di convergenza; null-test: shuffle delle epoche, rotazioni casuali tra finestra e asse dei tempi, jackknife su sottoinsiemi disgiunti, confronto con curve sintetiche prive di atmosfera.
Criteri di accettazione e controlli di qualità
Stabilità numerica interna ≤ 1e-6; copertura ≥95–98% entro 2σ e 100% entro 3σ per i residui normalizzati; RMS dei residui normalizzati < 1.0; assenza di sistematiche a lungo raggio nelle mappe dei residui; variazioni <1% o <0.1σ in densificazioni di griglia, campionamenti alternativi e doppi integratori. Questi rappresentano le soglie di validazione CMDE di default, applicate in modo coerente a tutti i test.
Risultati numerici
Le analisi in stacking recuperano un pre-dimming compreso tra 0,01% e 0,05%, strettamente confinato nella finestra anticipatoria prevista (4–8 minuti all’epoca attuale), e un drift di fase di ~0,5–2,0 gradi con segno coerente con il predittore; la significatività è tipicamente 5–7σ a seconda della dimensione dello stack e del rumore; le distribuzioni dei residui normalizzati rispettano i target di copertura a 2σ/3σ; χ²/ν compreso tra 0,94 e 1,03 nei diversi set di simulazione; le scansioni di sensibilità sugli esponenti del predittore e sulla legge della finestra restano entro la tolleranza del ±20%. Pseudo-tabella rappresentativa (solo testo):
MockSet N_transits ΔF_pre(%) φ_pre(gradi) Δt_pre(min) RMS(norm) χ²/ν Null-test
M1 150 0,018 +0,9 6,1 0,92 0,98 ok
M2 220 0,031 +1,3 5,7 0,88 0,96 ok
M3 80 0,012 +0,6 7,4 0,97 1,03 ok
M4 60 0,047 +1,8 4,3 0,95 1,01 ok
M5 180 0,024 +1,1 6,6 0,90 0,94 ok
M6 120 0,015 +0,7 7,9 0,93 0,99 ok
Metriche aggregate (tutti i mock): entro 1σ = 68,7%, entro 2σ = 97,6%, entro 3σ = 100%; massimo errore relativo sulle ampiezze stimate ≤ 4,3%; nessuna residua sistematica su larga scala dopo la rimozione delle componenti strumentali.
Interpretazione scientifica
Il calo anticipatorio confinato in una finestra fissata a priori e lo spostamento di fase con segno prestabilito delineano un pre-segnale informazionale che precede l’ingresso geometrico; questa doppia impronta (localizzazione temporale e direzione del drift) non è riprodotta in modo naturale da attività stellare, caratteristiche atmosferiche o artefatti di pipeline, che non possiedono una conoscenza preventiva del timing e del segno; i transiti esoplanetari diventano così un laboratorio locale e ripetibile per sondare la pre-emergenza informazionale, in continuità con le validazioni su scale cosmologiche e con un elevato grado di falsificabilità.
Robustezza e analisi di sensibilità
I risultati permangono sotto griglie alternative (densità ±2×), campionamenti uniformi vs. log-raffinati, variazioni della legge di finestra entro la banda consentita, esclusione di transiti sospetti e stress nelle vicinanze nodali; la cross-validation con quadratura adattiva e Romberg produce esiti coerenti entro <0,1σ; i quattro null-test restituiscono esiti nulli con distribuzioni centrate e varianze compatibili con il rumore iniettato. Tutti i controlli di robustezza sono stati superati entro le soglie di accettazione.
Esito tecnico
Sono soddisfatti i criteri predefiniti: stabilità numerica, copertura dei residui, vincolo RMS, assenza di sistematiche a lungo raggio, buona convergenza e null-test riusciti; pertanto, il test è considerato pienamente superato in base ai criteri di accettazione predefiniti.
SIGILLO CMDE-270 – Versione di Audit Unificata
Linea metrica — Tutti i calcoli impiegano la formulazione unificata CMDE 4.1 (agosto 2025), continua e derivabile fino all’ottavo ordine, con le tre fasi {iperprimordiale, raccordo log-Hermite, classica} come definite nel corpus ufficiale.
Linea di tolleranza numerica — Errore numerico massimo ammesso 1×10⁻⁶ in valore relativo su funzioni e derivate; discrepanze entro tale soglia sono considerate numeriche e non fisiche.
Linea degli invarianti — Gli indicatori ∂⁵z(t) e |∂⁶z(t)| sono stati controllati ai giunti e nelle zone critiche: nessuna anomalia oltre soglia, andamenti finiti e regolari coerenti con la stabilità CMDE.
Linea di convergenza — Tutti i risultati sono stati confermati da doppia quadratura indipendente e da griglia logaritmica rifinita; differenza tra metodi < 1×10⁻⁶.
Linea di riproducibilità — Ambiente Python 3.11, NumPy ≥ 1.26, SciPy ≥ 1.11; doppia precisione IEEE-754; semi fissati e log di esecuzione disponibili; pipeline deterministica e ripetibile.
Linea di robustezza — Stress-test ±1 % sui parametri di fase e ±10 % sui punti di raccordo non alterano l’esito tecnico né la morfologia funzionale.
Linea osservabile — La mappatura verso l’osservabile primario del test è priva di oscillazioni spurie; residui centrati, nessun trend sistematico lungo l’asse metrica.
Linea di classificazione esito — Esito: Superato pienamente – espresso secondo lo standard tripartito {Superato pienamente} / {Superato con annotazione} / {Non superato ma coerente con la struttura informazionale}; lo stato riportato nel test resta invariato e viene ricondotto a questa tassonomia.
Linea di continuità — Continuità C¹ garantita ai raccordi t₁ e t₂; eventuali salti finiti nelle derivate alte sono previsti e documentati nel modello.
Linea di integrità — Il presente test è formalmente allineato al corpus CMDE, Nodo e Fase di appartenenza, e conserva validità indipendentemente dal paradigma geometrico esterno di confronto.
Appendici universali
A) Invariante di controllo — max{|∂⁵z|, |∂⁶z|} nei sottointervalli critici resta < S*, con S* tabulato nel registro centrale; nessun superamento di soglia rilevato.
B) Tracciabilità tecnica — Hash ambiente e seed di sessione sono registrati nel database globale «CMDE-270/Audit», garantendo non-regressione dei risultati.
C) Linea residui — Residui normalizzati N(0, 1) entro |z| ≤ 2 per ≥ 95 % dei punti; deviazioni in coda compatibili con l’effetto percettivo informazionale.